Cultura

Lucio Battisti per l’ultimo concerto della stagione del Festival d’Autunno. Ops… era Gianmarco Carroccia

Il cantante della provincia di Latina ha entusiasmato il pubblico per l’ennesimo sold out del teatro catanzarese. Mogol, sollecitato da Marcello Barillà, ha emozionato i presenti raccontando aneddoti su come nascono le sue canzoni.

Ieri sera il Teatro Politeama non era il Teatro Politeama, Battisti non era Battisti e Mogol non era Mogol. No, ieri sera tutto era il contrario di tutto. La compostezza classica che si confà ad un teatro è stata sostituita dalle canzoni cantate a squarciagola dai presenti che in più occasioni hanno anche agitato i telefonini con le torce accese a mò di vecchi accendini per un’atmosfera surreale, Lucio Battisti è stato sostituito da un immenso Gianmarco Carroccia, e in pochi hanno notato la differenza, e Mogol, il compassato Mogol, lo schivo Mogol ha lasciato il posto ad uno scoppiettante paroliere ottantatreenne pieno di vibranti “bravo, bravi” urlati in direzione di Carroccia e della sua band, di canzoni cantante ad alta voce, il tutto alternato a sorrisi e racconti seri ricordando la nascita di alcune tra le centinaia di brani da lui scritti. E poi l’uomo Mogol, quello serio quando ci parla della sofferenza che spesso attanaglia il prossimo al quale non sappiamo dare sempre la giusta risposta d’aiuto. Beh, sarà scontato ma per descrivere il concerto di ieri sera non si può che usare un termine, una parola, una canzone, a stessa che ha aperto il concerto… EMOZIONI!!! 

Gianmarco Carroccia – Marcello Barillà – Giulio Rapetti Mogol


La lunga discografia del fortunato sodalizio Battisti/Mogol ha fatto poi il resto. Un’avventura, Acqua azzurra acqua chiara, Dieci ragazze, Mi ritorni in mente, Una donna per amico, Respirando, La canzone del sole, Io vivrò (senza te), I giardini di marzo, Pensieri e parole. Poi Anima latina, canzone che ha fatto apprezzare ancora di più gli straordinari maestri che con i loro strumenti hanno accompagnato Carroccia per tutta la serata. 
Mogol ha infine voluto ricordare <<un genio, uno che soltanto un ictus poteva fermare>>, quel Gianni Bella amico e compagno di avventure con il quale ha condiviso tante canzoni storiche e Carroccia
ha interpretato le sue Il profumo del mare e Il patto, che Mogol ha svelato essere il dialogo che un uomo, profondamente solo, ha con Dio. Il concerto, dopo due ore di intensa e straordinaria musica, si apprestava alla conclusione con Carroccia che annunciava le ultime tre canzoni e quindi dopo La canzone del sole, Respirando e Una donna per amico, lasciava il palcoscenico salutando il suo pubblico. Il bis richiesto a gran voce era inevitabile e Carroccia si ripresentava sul palco <<non dovete lavorare domani?>> e rivolgendosi ai suoi <<ok, stanotte stiamo qui…>> Le ultime canzoni che coinvolgono un pubblico mai domo anche dopo due ore e mezza di concerto sono Con il nastro rosa, Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi e per chiudere, davvero, con Il tempo di morire cantata da tutto il pubblico compreso il Presidente della Regione Mario Oliverio in platea che non ha voluto perdere l’ultimo concerto della stagione del Festival. 

Gianmarco Carroccia


Grazie allora a Carroccia e Mogol, grazie alla straordinaria orchestra e grazie al “nostro” Marcello Barillà eccezionale nell’aver fatto da copilota a Mogol nel corso dello straordinario viaggio nella musica di Lucio Battisti. Ma sopratutto grazie al Direttore Artistico del Festival d’Autunno, Antonietta Santacroce. A lei infatti bisogna riconoscere il merito di aver ideato il tema “CANTAUTORI & DINTORNI. L’irriducibile forza delle parole” che ha animato questa edizione e che ha visto esibirsi a teatro artisti del calibro di Ron, Carmen Consoli, Luca Carboni, Cristiano De Andrè e appunto Mogol/Carroccia. Spettacoli tutti sold out per la diciassettesima edizione del Festival d’Autunno che ha visto anche tanti eventi collaterali di altrettanti successo. 

Mogol e Antonietta Santacroce

Prossimi appuntamenti

Ingresso libero e gratuito

LE PAROLE DELLA FEDE E I GIOVANI
Sabato 9 novembre ore 18:30
catanzaro – Museo Marca
Con Pippo Corigliano, scrittore
Modera Pasqualino Pandullo, giornalista Rai


DA DOVE NASCONO LE PAROLE: “LA SCATOLA MAGICA”
Venerdì 15 novembre ore 18:30
catanzaro – Museo San Giovanni
Con Antonio Cerasa, neuroscienziato, docente UMG Catanzaro, ricercatore CNR

Per info www.festivaldautunno.com

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